I pannelli radianti e le case ad alta efficienza energetica

Durante il progetto di riqualificazione di un edificio arriva il momento della scelta del sistema impiantistico e spessissimo i committenti ci dicono:

“voglio assolutamente un sistema di riscaldamento a pavimento”.

Molte persone sono convinte che il riscaldamento a pavimento sia la scelta migliore perché innanzitutto i pannelli radianti non si vedono, sono annegati a pavimento, e poi molti hanno la convinzione che questo sistema riesca a dare un maggior comfort con un consumo inferiore.

Ma è proprio vero?

Un sistema di riscaldamento con pannelli radianti tradizionali riesce a dare maggior comfort in case poco isolate. Il sistema radiante, riscaldando tutto il pavimento, ne aumenta la temperatura superficiale e questo contribuisce ad aumentare il comfort degli ambienti interni.

Se avete letto l’articolo sulle asimmetrie radianti capirete il perché!

Nelle case ben isolate invece non è detto che questa sia la soluzione migliore.

Una casa ben isolata necessita di introdurre calore negli ambienti solamente in alcuni brevi momenti di picco, quando la temperatura interna scende. Poi la casa è in grado di mantenere a lungo la temperatura desiderata, basta solamente un piccolo apporto di calore ogni tanto. Quindi quando si raggiunge il momento di picco e l’impianto di riscaldamento viene attivato, la casa necessita di una risposta rapida per coprire subito quel picco.

Con i pannelli radianti tradizionali questo non è possibile, a causa del fenomeno dell’inerzia termica.

Mi spiego meglio: i tubi del riscaldamento corrono nel pavimento e devono riscaldare tutto il cemento su cui è posato il pavimento, questo richiede una certa quantità di tempo, anche 3 o 4 ore prima che il pavimento arrivi alla temperatura desiderata.

In una casa non isolata questo non è un problema perché tendenzialmente l’impianto è sempre acceso.

Nelle case ben isolate però questo potrebbe essere un problema! Ipotizziamo di avere il picco di temperatura alle 7 di sera, quindi si accende l’impianto, ma la temperatura richiesta viene raggiunta solo 4 ore dopo, quando ormai non mi serve più, perché sono nel letto al caldo sotto il piumone.

In una casa efficiente l’ideale è avere impianti a bassa inerzia termica, che hanno tempi di reazione molto più brevi e riescono a coprire i picchi di temperatura, mantenendo un buon livello di comfort interno.

Quali sono le soluzioni a bassa inerzia termica?

Attualmente in commercio esistono impianti di riscaldamento a pavimento a bassa inerzia termica, che hanno spessori molto inferiori rispetto a quelli tradizionali e riescono ad arrivare alla temperatura desiderata nel giro di mezzora.

Un’altra soluzione potrebbe essere quella di utilizzare il classico sistema a radiatori, ovviamente dimensionato secondo le esigenze dell’edificio riqualificato.

In alcuni casi si può utilizzare un sistema ad aria, con ventilconvettori in grado di produrre sia aria calda d’inverno che aria fredda in estate.

Insomma non è possibile scegliere un sistema impiantistico a priori, ma tutto deve essere progettato in maniera integrata. La progettazione architettonica deve integrarsi con quella energetica dell’involucro, con quella impiantistica e anche con la progettazione acustica. L’edificio deve funzionare bene nel suo complesso e non per tutti gli edifici si possono adottare le medesime soluzioni, ma il progetto deve essere formulato ad hoc per ogni caso specifico.

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