Quando è obbligatoria la Legge 10?

Una delle consulenze che ci chiedono più spesso è la Legge 10, ma dal nostro punto di vista è una richiesta piuttosto riduttiva.

La Legge 10 è di fatto una relazione tecnica sul contenimento dei consumi energetici, che deve essere allegata alla pratica edilizia, ma tale relazione non è altro che la traduzione del progetto di riqualificazione energetica dell’edificio.

Secondo noi non esiste una Legge 10 se prima non viene fatto un progetto energetico!

La Legge 10 è sempre obbligatoria se l’intervento che si va a progettare modifica il comportamento energetico dell’edificio. Quindi ad esempio quando si realizza un cappotto termico, quando si riqualifica la copertura dell’edificio o quando si esegue una ristrutturazione dell’impianto termico è necessaria la Legge 10.

La normativa prevede però alcune semplificazioni, ad esempio la semplice sostituzione dei serramenti non richiede la redazione di una Legge 10, ma in questo caso è sufficiente una dichiarazione del produttore sulle performance termiche dei serramenti.

Quali sono le tipologie di intervento?

La normativa vigente prevede diverse tipologie di intervento per le quali è prevista la redazione della Legge 10. Fino a qualche anno fa la tipologia di intervento era direttamente collegata al titolo edilizio, attualmente invece l’inquadramento energetico dell’intervento è slegato dall’inquadramento urbanistico e amministrativo.

Di seguito sono schematizzate le principali casistiche previste dalla normativa.

Come è possibile capire in quale casistica ricade uno specifico intervento?

Per quanto riguarda le nuove costruzioni è abbastanza evidente, ma ad esse si assimilano anche le demolizioni totali con ricostruzione dell’edificio.

La ristrutturazione di primo livello, secondo livello e la riqualificazione energetica si differenziano in base all’estensione dell’intervento sull’edificio.

Se l’intervento riguarda meno del 25% della superficie disperdente complessiva, allora ricade in riqualificazione energetica.

Se l’intervento riguarda una superficie disperdente compresa tra il 25% e il 50% della superficie disperdente totale, allora ricade nella ristrutturazione importante di secondo livello.

Quando invece l’intervento coinvolge una superficie disperdente maggiore del 50% e non vengono fatte modifiche all’impianto allora ricade in ristrutturazione importante di secondo livello, se invece coinvolge anche modifiche impiantistiche ricade in ristrutturazione importante di primo livello.

Quali sono i requisiti da rispettare?

Ciascuna delle categorie d’intervento sopra citate deve rispettare determinati requisiti.

Senza entrare nel dettaglio dei limiti da rispettare potremmo dire che per interventi circoscritti i limiti imposti riguardano solo la porzione di edificio su cui si interviene; più l’intervento è esteso e più i limiti riguarderanno l’edificio nel suo complesso.

Quindi per una riqualificazione energetica bisogna verificare solamente le trasmittanze delle stratigrafie dell’edificio che vengono modificate.

Per le ristrutturazioni importanti di secondo livello bisogna rispettare l’Ht, che potremmo definire come una media pesata delle trasmittanze della porzione di involucro su cui si interviene.

Nelle ristrutturazioni importanti di primo livello bisogna valutare l’edificio nel suo complesso.

Per le nuove costruzioni bisogna verificare l’Ep globale e quindi il funzionamento complessivo dell’edificio rispetto all’edificio di riferimento.

Il rispetto della normativa è sufficiente?

In fase di progetto, oltre al rispetto della normativa, è importante considerare anche altri aspetti.

Bisogna ad esempio tenere in considerazione i requisiti necessari per accedere alle detrazioni fiscali; tali requisiti in alcuni casi possono essere più restrittivi rispetto alla normativa.

Ovviamente bisogna considerare il budget economico a disposizione, ma anche il comfort interno e il benessere degli abitanti.

In certi casi quindi vale la pena approfondire la progettazione energetica, in modo tale da definire un progetto ad hoc per ogni caso specifico.

Chiamare tutto questo Legge 10 sarebbe riduttivo. Bisogna fare un progetto termico che rispetti la normativa, ma bisogna anche progettare la riqualificazione dell’edificio in modo tale che funzioni bene nel suo complesso, considerando non solo l’involucro, ma anche l’impianto e i suoi utenti.

 

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