misure acustiche brescia

L’obbligo di collaudo acustico in Regione Lombardia

Con la pubblicazione della D.G.R. n. 784 del 2018 di Regione Lombardia (aggiornamento della modulistica edile unificata) si è scatenato un discreto panico tra gli operatori dell’edilizia.

In molti ci hanno contattati chiedendoci come comportarsi a causa di una piccola “spunta” da mettere nella relazione tecnica di asseverazione per l’agibilità.

Al punto 4 “Requisiti acustici passivi degli edifici (DPCM 5 dicembre 1997, legge regionale 13/01)” il tecnico che firma la dichiarazione si trova a dover scegliere tra le due opzioni mostrate in figura. La domanda amletica è: l’intervento è o non è soggetto all’osservanza dei Requisiti Acustici Passivi?

greenlab acustica brescia

Punto 4 della D.g.r. 12 novembre 2018 – n. XI/784

Perchè questo ha causato agitazione?

L’agitazione generale è che per la prima volta si fa riferimento all’interno della modulistica alla necessità di una attestazione in opera da parte di tecnico competente in acustica dell’osservanza dei requisiti acustici passivi.

Non basta più quindi l’autocertificazione del direttore lavori, ma serve che un tecnico con specifica abilitazione esegua delle prove acustiche in opera.

Questa è una piccola rivoluzione nel mondo dell’edilizia.

Fino a “ieri”, nella quasi totalità dei casi, le verifiche in opera dei requisiti acustici passivi venivano effettuate in fase di causa legale. In altre parole si arrivava a fare prove quando ormai un acquirente era entrato a vivere nella casa e si rendeva conto che i vicini erano ormai parte della famiglia dato che poteva sentire tutti i loro discorsi attraverso le pareti.

Con la nuova normativa si cerca quindi di evitare di arrivare a questa situazione e fare invece delle prove prima che venga rilasciata l’agibilità (quindi prima dell’eventuale compravendita), sotto forma di autocertificazione.

In quali casi l’intervento è soggetto all’osservanza dei requisiti acustici passivi?

La domanda successiva che ci si può porre è: ma il mio intervento rientra in quelli soggetti al rispetto dei requisiti acustici passivi?

Se stiamo parlando di una nuova costruzione credo che nessuno possa avere dubbi: la risposta è sì.

Ma se l’intervento è sull’esistente? Per capirlo andiamo a leggere cosa dice la legge regionale 13/01.

All’articolo 7 si legge:

I progetti relativi ad interventi sul patrimonio edilizio esistente che ne modifichino le caratteristiche acustiche devono essere corredati da dichiarazione del progettista che attesti il rispetto dei requisiti acustici stabiliti dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 1997 e dai regolamenti comunali.

Questa definizione è piuttosto ampia. Presa alla lettera praticamente per ogni tipo di intervento deve rispettare le normative sui requisiti acustici passivi.

Modificare le caratteristiche acustiche è molto più frequente di quanto possa apparire a prima vista. Già cambiare un pavimento o sostituire i serramenti ha una influenza, anche molto significativa, sulle performance acustiche.

Come essere sicuri di “passare l’esame”

Una volta assodato che il tuo intervento rientra tra i casi che richiedono il collaudo acustico potrebbe sorgerti spontanea la domanda: “ma come faccio ad essere sicuro di superare il collaudo?”.

In effetti c’è poco da scherzare.

Il collaudo acustico viene fatto a fine lavori, una volta completate le finiture. E con le prove strumentali c’è poco da scherzare, se i numeri non tornano il collaudo non può essere firmato.

Accorgersi solo in fase di collaudo che qualcosa non va e doverlo correggere potrebbe comportare dei costi spropositati. E’ uno dei casi per cui è assolutamente vero il detto “prevenire è meglio che curare”.

Per evitare di trovarsi in questa imbarazzante situazione i consigli che posso dare sono due:

  1. Progettare
    Come in molti altri ambiti nell’acustica è fondamentale un progetto accurato, che tenga in considerazione non solo delle stratigrafie in generale, ma anche dei particolari e dei vari nodi.
  2. Controllare l’esecuzione
    Ogni esperto in acustica lo sa bene: un ottimo progetto può essere vanificato da una sbagliata esecuzione. E non stiamo parlando di errori colossali e plateali. A volte anche piccole imprecisioni, come un giunto realizzato nel modo sbagliato o un materiale con caratteristiche leggermente difformi dal previsto, possono avere conseguenze tremende alla prova dei fatti. Il consiglio quindi è di affiancare il direttore lavori generalista con un direttore lavori specializzato in acustica, che possa verificare la corretta posa dei materiali e risolvere i piccoli imprevisti di cantiere.

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *