Qual è il tempo di ritorno del rifacimento di un bagno?

Una delle domande che ci vengono spesso poste, quando parliamo di riqualificazione energetica di un edificio è: qual è il tempo di ritorno dell’investimento? Ovvero, dopo quanto tempo avrò ripagato con il risparmio in bolletta i soldi spesi per l’intervento?

La domanda è senz’altro pertinente, visto che spendere i soldi per l’efficienza energetica di un edificio è senz’altro definibile come un investimento. La riflessione che però viene spontanea è: ci domandiamo mai qual è il tempo di ritorno del rifacimento di un bagno? No, ovviamente. Perché rifare un bagno non comporta la riduzione di una spesa viva nel bilancio familiare. Allora perché i bagni sono (giustamente!) ristrutturati relativamente frequentemente? La risposta è che un bagno nuovo rappresenta un miglioramento della qualità dell’immobile, può essere più funzionale per gli utenti, avere sanitari più belli, etc.

Quindi la risposta è che ci sono dei benefici “non monetari”. Ecco, ci piacerebbe che si considerasse anche questi aspetti quando si parla di efficienza energetica di un edificio.

Partiamo dai benefici non economici, quindi pensiamo al miglior livello di confort, alla riqualificazione anche architettonica che si può contestualmente fare, alla salute degli abitanti e alla protezione dell’ambiente. Poi il fatto che la riqualificazione energetica comporti anche una riduzione dei costi di gestione è un valore aggiunto, tutt’altro che trascurabile.

Riassumendo: la riqualificazione energetica di un edificio deve essere vista come un azione che comporta un miglioramento complessivo dell’immobile che, per fortuna, rispetto a tutti gli altri tipi di intervento, ha anche il pregio di potersi ripagare grazie ai risparmi.

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