Contabilizzazione di calore: le ultime novità

Entro la fine di quest’anno (2016) tutti gli impianti centralizzati dovranno dotarsi di sistemi per la contabilizzazione individuale del calore. L’introduzione di questi sistemi comporta contestualmente l’aggiornamento delle tabelle millesimali per la ripartizione dei consumi che, per la quota involontaria, sono calcolati sul fabbisogno energetico delle singole unità immobiliari.

Recentemente è stato emanato un decreto legislativo (decreto legislativo n.141 18 luglio 2016) che aggiorna leggermente la disciplina in materia. Tra le modifiche più rilevanti spicca l’art. 5 comma1 punto i) dove si legge che “[…] laddove siano comprovate, tramite apposita relazione tecnica asseverata, differenze di fabbisogno termico per metro quadro tra le unità immobiliari costituenti il condominio o l’edificio polifunzionale superiori al 50%, è possibile suddividere l’importo complessivo tra gli utenti finali attribuendo una quota di almeno il 70% agli effettivi prelievi volontari di energia termica. In tal caso gli importi rimanenti possono essere ripartiti, a titolo esemplificativo e non esaustivo, secondo i millesimi, i metri quadri o i metri cubi utili, oppure secondo le potenze installate”.

Semplificando, questo cosa comporta?

Se in un condominio ci sono differenze di oltre il 50% dei fabbisogni (quindi anche dei millesimi di fabbisogno) è possibile procedere con:

– la definizione della quota “fissa” ad un valore che non sia superiore al 30% dei consumi;

– la scelta di un criterio di ripartizione di tale quota fissa differente rispetto ai millesimi di fabbisogno.

Va fatto notare che il calcolo dei fabbisogni va comunque eseguito al fine di capire se ci si trovi o meno nella casistica sopra esposta.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *