misure acustiche
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Cosa è la previsione di impatto acustico?

La legge 447/1995, art. 4 e 8 prevede che per alcuni tipi di attività ed infrastrutture sia realizzata una valutazione dell’impatto acustico, prima della loro entrata in funzione.

In particolare l’art. 8 prevede che l’impatto acustico sia valutato preventivamente in caso di modifica o potenziamento delle seguenti opere:

  1. a) aeroporti, aviosuperfici, eliporti;
  2. b) strade di tipo A (autostrade), B (strade extraurbane principali), C (strade extraurbane secondarie), D (strade urbane di scorrimento), E (strade urbane di quartiere) e F (strade locali);
  3. c) discoteche;
  4. d) circoli privati e pubblici esercizi ove sono installati macchinari o impianti rumorosi;
  5. e) impianti sportivi e ricreativi;
  6. f) ferrovie ed altri sistemi di trasporto collettivo su rotaia.

 

Inoltre al comma 4 del medesimo articolo si legge che “le domande per il rilascio di concessioni edilizie relative a nuovi impianti ed infrastrutture adibiti ad attività produttive, sportive e ricreative e a postazioni di servizi commerciali polifunzionali, dei provvedimenti comunali che abilitano alla utilizzazione dei medesimi immobili ed infrastrutture, nonché le domande di licenza o di autorizzazione all’esercizio di attività produttive devono contenere una documentazione di previsione di impatto acustico.”

La relazione deve essere redatta da un Tecnico Competente in Acustica Ambientale, regolarmente iscritto all’elenco della Regione di residenza.

Ma cosa vuol dire valutare l’impatto acustico di un’attività? In sostanza si tratta di capire se l’attività in questione è compatibile con la zona acustica del sito in cui sarà avviata.

Per farlo è necessario verificare che siano rispettati sia i limiti di immissione che quelli di emissione. I valori limite dipendono sia dalla zona acustica così come classificata nella zonizzazione acustica comunale, che dall’orario in cui si prevede sia in funzione l’attività.

In particolare sono distinte la fascia notturna (dalle 22.00 alle 6.00) che ha in generale limiti più restrittivi e quella diurna (dalle 6.00 alle 22.00).

E’ importante sapere che il superamento delle verifiche non dipende solo dall’attività oggetto di valutazione, ma anche dalle condizioni pregresse. Se, ad esempio, il limite nella zona fosse 60dB ed il rumore residuo (quello preesistente, dovuto alle altre attività presenti, senza quella in fase di valutazione) fosse già prossimo a tale soglia, potrebbe non risultare possibile avviare la nuova attività, senza opportune misure correttive. In sostanza gli ultimi ad arrivare potrebbero essere penalizzati.

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