Come non sentire il rumore dei vicini: il potere fonoisolante delle partizioni interne

Quante liti di condominio potrebbero essere evitate se le pareti ed i solai che separano le unità abitative rispettassero la normativa acustica? Molte probabilmente!

Il DPCM 5/12/97 stabilisce che le partizioni interne (pareti e solai) devono avere un potere fonoisolante apparente pari ad almeno 50 dB per gli edifici residenziali. Confrontando il valore limite con alcune strutture tipiche del costruito esistente italiano si nota come spesso gli edifici siano inadeguati. Ad esempio una parete in laterizio forato dello spessore di 8 cm intonacato su entrambi i lati si ferma infatti a soli 38 dB di potere fonoisolante ed una analoga con il laterizio di 12 cm non supera i 43 dB.

Per arrivare ai 50 dB richiesti dalla normativa si rende quindi necessario aumentare gli spessori o realizzare pareti con una intercapedine riempita di materiale fibroso.

Una parete realizzata con due strati di forati di 8 cm ed interposto uno strato di 8 cm di lana di vetro è in grado di raggiungere i 59 dB di potere fonoisolante.

Avere una buona partizione di partenza (parete o solaio) non è tuttavia sufficiente per garantire il rispetto dei requisiti acustici passivi. Il risultato complessivo infatti dipende anche dalla composizione degli elementi che confinano con l’elemento analizzato (ad esempio se parliamo di una parete avranno influenza anche i solai con cui essa è in contatto e le pareti che la intersecano) e la tipologia di connessione tra di essi. Questo perché oltre alla trasmissione diretta attraverso l’elemento analizzato è fondamentale considerare anche le trasmissioni laterali attraverso gli elementi adiacenti.

Nel caso di edifici esistenti in cui non ci sono condizioni di confort acustico non bisogna comunque scoraggiarsi: attraverso un progetto di bonifica acustica e con interventi mirati è possibile migliorare significativamente le performace di pareti e solai.

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