5 novità nei criteri di ripartizione della spesa per i condomìni

A ottobre 2018 è stato pubblicato l’aggiornamento della norma UNI 10200, che include una serie di novità e chiarimenti interessanti riguardo alla contabilizzazione del calore, un tema di particolare interesse per gli amministratori condominiali.

Le novità principali

1. Ventilazione e raffrescamento.  La norma 10200 spiega come effettuare la contabilizzazione non solo per il riscaldamento e per l’acqua calda sanitaria, ma anche per il raffrescamento e per la ventilazione meccanica controllata, qualora siano dei servizi centralizzati. Se prima stava alla libera interpretazione del tecnico gestire questo aspetto, ora invece viene chiaramente spiegato dalla norma, senza più alcuna ambiguità a riguardo.

2.Il fattore d’uso fx,uso. La norma definisce fattore d’uso dell’edificio il rapporto tra il consumo totale effettivo e il consumo di riferimento o fabbisogno. Tale fattore tiene conto di quei casi in cui una grossa parte degli alloggi è sfitta o non utilizzata, infatti il calcolo del fattore d’uso deve essere effettuato ogni anno, in modo da quantificare correttamente la quota di consumo involontario. In base al valore del fattore d’uso si distinguono due casi:

  • edifici normalmente utilizzati fx,uso>0.8
  • edifici a utilizzazione discontinua o saltuaria fx,uso<0.8

Questa differenza è molto importante, ci fa capire come, nel caso di grosse differenze nell’utilizzo, bisogna effettuare delle opportune correzioni. Nel caso di edifici a utilizzazione discontinua o saltuaria, l’incidenza della componente involontaria sarà tanto maggiore quanto minore è il fattore d’uso.

3.Generatore asservito a più servizi. È una casistica ricorrente quella dei generatori che producono più servizi contemporaneamente (ad esempio riscaldamento e acqua calda sanitaria); in questi casi l’energia utile erogata deve essere suddivisa tra i diversi servizi. A tale scopo è possibile dotare il generatore di contatori di calore dedicati ai singoli servizi, oppure è possibile fare delle stime e dei calcoli per determinare la quota parte di calore destinata a un servizio e quella destinata a un altro.

4.Tubazioni non di pertinenza dell’unità immobiliare. In alcuni edifici sono presenti tubazioni all’interno delle singole unità immobiliari, che però non sono di pertinenza delle stesse, come ad esempio i montanti verticali a vista. Le emissioni di queste tubazioni sono da comprendere nella quota involontaria, si ripartiscono quindi tra le diverse unità immobiliari in base ai millesimi di fabbisogno.

5.Interventi di efficientamento energetico su parti comuni. Un intervento di efficientamento energetico comporta una variazione dei consumi e quindi ragionevolmente potrebbe comportare una revisione dei millesimi. La norma UNI 10200 chiarisce ogni dubbio sul fatto che il calcolo dei millesimi debba riflettere l’uso potenziale del servizio, perciò il calcolo deve essere aggiornato in caso di interventi su parti comuni (es. isolamento sottotetto, isolamento delle facciate), ma non deve considerare gli interventi sulle singole unità immobiliari (es. sostituzione di serramenti)

Questi sono i punti principali dell’aggiornamento normativo, che introducono qualche novità e forniscono chiarimenti su aspetti che prima erano ambigui o lasciati alla libera interpretazione del tecnico.

Se si tengono ben presenti queste 5 novità potrà essere effettuato un calcolo preciso e inattaccabile.

Guarda il video per approfondire:

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